Luce di Emergenza

Mostra fotografica a cura di Marta Baffi e Francesco Gastoldi 

INAUGURAZIONE

19 Febbraio 2022 | ore 17.30 | Teatro La Filanda | Cornaredo

Il progetto

La pandemia ha cambiato la visione della vita. Abbiamo scoperto di essere vulnerabili e “persino” mortali, di non essere in grado di controllare totalmente la natura, la storia e gli avvenimenti della nostra vita. Noi giovani abbiamo bisogno di una vita estroversa, fatta di contatti e di condivisione. La pandemia ha introdotto nelle nostre vite l’incertezza. Il secondo lockdown ha tuttavia fatto crescere una voglia di riscatto e ci siamo messi quindi alla ricerca di un percorso che ci consentisse di esprimere al meglio il disagio che ci teneva prigionieri. La fotografia è stata la miglior risposta. Attraverso questa forma d’arte abbiamo potuto raccontare e descrivere i nostri stati d’animo; abbiamo potuto evidenziare e comprendere quanto fossero straordinari gli impegni e le abitudini quotidiane che prima passavano inosservati; abbiamo potuto evidenziare quanto fossero importanti la cultura, lo sport e lo spettacolo nel momento in cui ci sono venuti a mancare. Da tutto questo è nato il progetto “Luce di emergenza”, dal desiderio di rialzarsi e ricominciare, dal desiderio di raccontare e di raccontarsi. Siamo un gruppo di ragazzi di Cornaredo affezionati al territorio, pertanto, le nove immagini dall’impronta teatrale sono state realizzate nel nostro Comune, dove sentiamo di avere radici. Ringraziamo gli enti del territorio che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto: Biblioteca di Cornaredo, Centro sportivo Sandro Pertini, Teatro La Filanda e Centro sportivo DDS. Grazie a Yuri Santagostino, Daniela Pastori, Claudia Munero, Federica Dominoni, Tommaso Armadillo, Selena Sanzani, Martina Viola, Alessandro Baffi, Simone Davanzo, Aurora Sanzani

Gli autori

Mostra a cura di Marta Baffi e Francesco Gastoldi 

“L’idea di creare questo progetto è nata nel momento in cui Francesco, dopo aver contratto il Covid e aver subito la clausura forzata per settimane, è venuto da me desideroso di voler raccontare tramite delle immagini la sua alienante esperienza. Voleva rendere il concetto, arrivare a tutti, lanciare un messaggio.

Non ci ho pensato due secondi di più, ho accettato subito, entusiasta dell’iniziativa.

L’organizzazione si è rivelata molto più ardua e labirintica del previsto. Le norme covid di quel momento non erano di certo dalla nostra parte; in aggiunta permessi da richiedere e ottenere, cercare soggetti da immortalare. Ci siamo concentrati su episodi reali, ormai comuni che facessero riflettere. Immagini colorate ma crude, forti, di impatto emotivo. Si percepisce la solitudine, la voglia di ricominciare, l’incapacità arrendersi, la tenacia nel perseguire i propri sogni nonostante le continue e prolungate chiusure.

E’ stimolante lavorare in team, creare qualcosa di nuovo, bello, artistico e soprattutto colorato, in seguito ad un periodo tanto buio. Il supporto e la testimonianza diretta di chi ci è passato è fondamentale per la realizzazione delle fotografie, e in questo Francesco è stato un prezioso compagno di avventura”.

Gli autori

“Devo ringraziare Marta per essere riuscita a rendere realtà l’idea di raccontare alcuni aspetti della pandemia attraverso delle sensazioni. Queste fotografie sono vive, non sono solo immagini che rappresentano il periodo ma autentiche emozioni.

È stato stimolante collaborare con diverse persone e ascoltarne le singole storie, le difficoltà e le paure che, sotto diverse forme, si sono presentate a ciascuno durante questo periodo. Siamo riusciti a creare una connessione tra noi e queste fotografie, che rappresentano un punto di incontro per le emozioni provate e che ci hanno fatto capire come nonostante la solitudine del periodo fossimo uniti. 

Quello che ciascuno ha provato è sicuramente diverso da ciò che hanno sentito e vissuto gli altri, ma per tutti è possibile immedesimarsi nella ragazza al tavolo da sola, nello spettatore in attesa o nel nuotatore in una piscina vuota, e rivivere quelle sensazioni.

In questo immedesimarci possiamo creare un collegamento con gli altri che nella stessa fotografia hanno ritrovato un sentimento o un ricordo.

Contento del progetto realizzato, auguro a te, spettatore, di emozionarti”.

I protagonisti

“Marta ha immobilizzato uno spazio-tempo.
Uno spazio vuoto intorno a me, il mio spazio vuoto: teatro dei miei sentimenti, delle mie ragioni, il palco delle mie battaglie, delle mie soddisfazioni, delle mie delusioni, del legno che scalda i miei passi, la pendenza che inclina il mio baricentro e le assi, la polvere che solleva il respiro.
Uno spazio vuoto. Sospeso.
Tutto in attesa per un tempo inatteso.
Un tempo anomalo, inedito che ci ha visti soli nel nostro teatro interiore, ad ascoltare lo scricchiolar della nostra corteccia, a parlare alla polvere delle nostre membra. Quanto tempo soli nella stanza della nostra anima. E quanto tempo in apnea.
Ma ora, invece, è tempo di riempire i le guance, gonfiare i polmoni e soffiare sul fuoco assopito che, come questo progetto dimostra, non si è mai spento, mantenendo l’arte viva.”

“Durante la quarantena ci siamo isolati, ci siamo allontanati, abbiamo messo le nostre aspettative e i nostri sogni in pausa. Questa esperienza mi ha fatto sentire nuovamente parte di un qualcosa, mi ha fatto capire che non ero solo e che le nostre idee non possono essere fermate da nulla. Quello che spero è di aver contribuito, magari anche in minima parte, a suscitare questo sentimento nel cuore di qualcun altro.”

“Un’esibizione sospesa nel tempo, nel silenzio di un teatro vuoto, senza attori né spettatori. Un’attesa che non conosceva fine, riempita, solamente dalla speranza di poter tornare presto alle proprie passioni. Il mondo dello spettacolo si è fermato, come bloccato in un fotogramma. Ma l’arte del teatro no, quella non si è mai interrotta. La voglia di ballare, recitare, muoversi in uno spazio scenico era sempre lì. Si è trasformata in qualcosa di nuovo, di mai sperimentato prima. Costretti a casa, potevamo essere attori anche tra le nostra quattro mura, anche senza un pubblico che applaudiva. Recitavamo per noi stessi, a ricordarci che nel teatro della vita gli spettatori più importanti siamo proprio noi.”

“A chi c’è, anche se non c’è. A loro pensavo durante questo scatto, a tutte le persone che sentiamo vicine anche se fisicamente, per un motivo o per l’altro, non sono vicine a noi. Inverno e lockdown hanno portato un forte senso di solitudine ma la tavola imbandita rappresenta la forza di prendere in mano la propria vita e di rialzarsi di fronte alle difficoltà, chiedendo aiuto e affidandosi a chi c’è, anche se apparentemente non c’è.
L’esperienza di uno shooting fotografico con Marta non è solo creare un’immagine ma è raccontarla, emozionarsi e viverla.”

“La scuola ha chiuso e non ha più riaperto: stavo frequentando il mio primo anno di universita e l’ho concluso a distanza, dalla mia camera , da solo, perdendo tutta quell’atmosfera magica del mondo accademico. Riducendo il grande percorso di crescita ad un mero studio di concetti, senza interazioni, senza confronti: solo tu, il libro e lo schermo del mio laptop.”

“Quando sei abituato a passare tutti i giorni dentro una piscina e d’improvviso ti ritrovi a casa a non fare niente, ti rendi conto che quella routine e quella solitudine che si prova nuotando, bracciata dopo bracciata, e quel sapore di cloro, era la fine del mondo.”

Queste immagini sono vive, non sono solo immagini che rappresentano il periodo ma autentiche emozioni.”

Il backstage

L'allestimento

INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA

19 Febbraio 2022 | 17.30 | Sabato | Teatro La Filanda | Cornaredo

Stefano Covri – Federica Dominoni – Diana Lecchi con Move Indigo (Alessia Sambruna, Arianna Rossi, Elisa Sambruna, Erica Pellegrino, Camilla Raffaelli, Camilla Secchi) – Michele Romano – Diego Mancini